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BREVE STORIA DEL KUNG FUMolte volte ci siamo chiesti quando e come le Arti Marziali cinesi hanno avuto la loro origine ed abbiamo cercato, inutilmente, di dare una data storica certa sull'inizio di questo lungo processo. Possiamo solo dire che la pratica della guerra è nata con l'uomo con le sue aspirazioni di conquista e con la necessità di difesa. Da quel momento non ci ha più abbandonato. -Le prove storiche dell'esistenza di una vera a propria disciplina di combattimento risalgono a tempi più vicini al presente e, per quanto riguarda la Cina, sono difficilmente distinguibili dalla leggenda. Infatti la documentazione giunta sino a noi è assai scarsa o inattendibile, tale per cui la trattazione storica è necessariamente, a nostro parere, incerta. -Con l'avvento della dinastia Chou (XI-III sec. a.C.), appaiono le prime testimonianze storiche sulle arti marziali: nel "Libro dei Riti", per esempio, si trovano numerose descrizioni di scontrii a base di pugilato, lotta, scherma o tiro con l'arco. Il nome allora in auge per le arti marziali a mani nude era chi chi, "colpire con abilità". Fu questo un periodo di grande fervore culturale,con la presenza di saggi che influenzeranno per sempre il pensiero cinese, arti marziali incluse. Tra essi Kung Fu Tzu (Confucio), il taoista Lao Tzu ed i grandi strateghi Sun Tzu e Wu Tzu. -Lo storico Szu Ma Chien (vissuto intorno al 204 a.C.) ci parla degli yu hsie come di individui di grande spessore morale, coraggio disinteressato e determinazione guerriera. Spesso, quando l'esercito di cui un gruppo di yu hsie faceva parte veniva sconfitto, i cavalieri erranti cercavano rifugio in villaggi isolati, su aspre montagne o nella quiete dei templi. Qui essi potevano creare, sotto la loro sapiente guida, scuole marziali e sette guerriere, una fusione tra abilità marziali a quella ricerca filosofico-esoterica che era parte integrante della loro vita. -I templi taoisti furono terreno fertile per lo sviluppo della vasta filosofia a che sta alla base del kung fu. Sorsero così arti al limite della magia, dai nomi misteriosi come fa shu, l'arte nera, yin shen shu, l'arte di far scomparire il corpo, o Mou Shan shu, l'arte dei monti Mou. -Spodestati gli Han, ebbe inizio il Periodo dei Tre Regni (220-280 d.C.), durante il quale le arti marziali vennero notevolmente raffinate.
-La tappa successiva nella storia del kung fu concerne l'evento in assoluto più rinomato; si tratta dello stanziamento sul suolo cinese nel anno 527 d.c. del prete indiano Bodhidharma (Ta Mo in cinese), 28° patriarca del buddismo, che è stato considerato erroneamente l'iniziatore dello Shaolin kung fu.
-Il tempio di Sung Shan, nella provincia di Honan era stato eretto nel 496 d.c. dall'imperatore Wen Ti per ospitare il monaco indiano Pa Tuo e probabilmente aveva già ospitato tra le sue mura qualche monaco abile nell'arte del combattimento, oppure qualche esperto guerriero, attratto dalla recente rifioritura della dottrina buddista. Ciò che con maggior probabilità fece Bodhidharma, oltre a dare una svolta determinante al buddismo cinese con la consolidazione della setta Ch'an, fu l'apporto a Shaolin di tecniche d'ispirazione yoga, che aiutassero i monaci a meglio sopportare le estenuanti sedute di meditazione. A tal proposito, si attribuiscono a Bodhidharma due trattati di chiara matrice anatomofisiologica: l' "I Chin Ch'ing" ("Trattato sul movimento dei tendini") e lo "Hsi Sui Ching" ("Trattato sul lavaggio del midollo osseo").
-Cento anni dopo la scomparsa, avvolta nel mistero, di Ta Mo, cominciò a risuonare per tutta la Cina la fama dei monaci Shaolin come dei combattenti formidabili. -I racconti dell'epoca dicono che non fosse affatto facile essere ammessi a studiare a Shaolin Szu, e che una volta ammesso, il novizio veniva sottoposto a prove e umiliazioni che avrebbero scoraggiato persino i più forti, tutto allo scopo di saggiarne la personalità. Gli veniva poi rasato il capo, su cui un monaco anziano, durante un'apposita cerimonia, applicava delle bruciature per mezzo di una pasta vegetale scaldata da un bastoncino d'incenso. Quello era il marchio che suggellava indelebilmente la scelta del monaco.
-Il monaco Shaolin avrebbe potuto lasciare il tempio solo quando i maestri lo avessero giudicato pronto. A quel punto, sempre secondo la leggenda, egli doveva superare un'ultima, terribile prova: le 36 camere. -Uno dei primi stili Shaolin di cui si ha memoria è il Sho Pa Luohan Shou, le 18 mani dei discepoli di Buddha. Famose furono anche le 32 tecniche del T'ai Tzu chang ch'uan, "la boxe lunga del Grande Antenato", messe a punto dall'imperatore Chao K'uang Yin (X sec.). -Alla stessa dinastia apparteneva anche il famoso generale ed eroe cinese Yueh Fei, abilissimo nell'uso della lancia a creatore del pa tuan chin, gli "otto pezzi di broccato", una ginnastica energetica che prepara il corpo al kung fu. Al comandante Yueh Fei la leggenda attribuisce anche la creazione del celebre stile interno hsing i. Ma lo stile che più facilmente viene ricondotto al monastero è il wu hsin ch'üan, il pugilato delle cinque forme, che si ispirava, come già fece Hua To, al modo di combattere di 5 animali: il drago, la tigre, il leopardo, il serpente e la gru. -Nel frattempo erano state pensate alcune forme un po' più morbide di Shaolin, come il rou ch'uan, "pugilato morbido", e il mien ch'üan, "pugno di cotone", precursori degli stili interni; in realtà, per assistere alla vera e propria divisione tra stili interni ed esterni, bisognerà attendere la dinastia Ch'ing (1644-1911). -Fu tuttavia un periodo assai difficile per i monaci Shaolin: il loro lealismo verso la deposta casata Ming, alimentato dall’ostilità verso i mancesi, e la loro grande abilità marziale li resero assai invisi agli imperatori regnanti, i quali dapprima li ostacolarono in vari modi (nel 1727 la pratica del Kung Fu venne proibita), finchè, nel 1736, l’imperatore Chien Lung ordinò la definitiva distruzione del tempio e la diaspora dei suoi adepti.
-La diaspora dei monaci scampati all'attacco, che ne seguì, li portò a disperdersi lungo tutto il territorio cinese. Essi si diedero ad addestrare segretamente il popolo, ovunque si trovassero, in vista della ribellione anti-manchu. -Nel corso dell’Ottocento si definiscono altri nuovi stili di notevole importanza, come lo stile della Gru (“Pai Ho Chuan”, “Boxe della Gru Bianca”), caratterizzata da calci alti e spettacolari; lo stile della Scimmia, o Ta Sheng Chuan; oppure il Wing Chun (“stile dell’Eterna Primavera”), creato tempo addietro da una giovane donna, Yim Wing Chun, che predilige il combattimento diretto con i pugni ed un approccio morbido. -La dinastia Ch'ing cadde in seguito a una ribellione nel 1911 e un anno dopo veniva proclamata la Repubblica. -Ancora una volta le arti marziali risorsero a nuova vita, appoggiate dall'entusiasmo del governo, che arrivò a fondare a Nanching una grande accademia militare di kung fu, la Nanching Kuo Shu Kuan, dove vennero chiamati a insegnare alcuni tra i più grandi maestri dell'epoca. -L'instaurarsi del comunismo in Cina a la conseguente Rivoluzione Culturale hanno rappresentato un periodo oscuro nella storia dell'arte marziale cinese, a causa delle feroci persecuzioni a cui vennero sottoposti i maestri tradizionali, che furono di conseguenza costretti alla macchia o all'emigrazione, qualora non avessero scelto di conformarsi alle nuove leggi. -Solo in tempi recenti la situazione sembra andare decisamente migliorando, con una rivalutazione del ricchissimo patrimonio storico del Regno di Mezzo. Nel frattempo, l'arte raggiungeva l'Occidente. Gli Stati Uniti, per via di precedenti legami risalenti all'800, sono stati il territorio privilegiato e per quanto riguarda l'Europa, i francesi possono ben vantarsi di essere stati i primi ad avvicinare le arti marziali asiatiche . Senza escludere i contatti avuti dagli eserciti europei in occasione di campagne militari.
Pensiamo in primo luogo ai moti xenofobi degli I Ho Ch'üan (i Pugni di Giustizia e Armonia), conosciuti in occidente come rivolta dei Boxers, proprio perché condotta da praticanti di kung fu. Questi (soprattutto coloro che, provenendo dallo Shantung, seguivano una forma esoterica dello stile mei hua ch'üan), prima di affrontare la battaglia, si autosuggestionavano con pratiche mistiche, a tal punto da considerarsi impenetrabili dalle pallottole della nutrita artiglieria dei reparti occidentali. -Di recente ha fatto poi la sua comparsa al di fuori della Cina Popolare anche la già menzionata disciplina sportiva del wu shu moderno, appoggiata con enfasi promozionale dal governo di Pechino e accolta con favore ovunque (anche se la prima apparizione reale la fece nel corso delle Olimpiadi di Berlino del 1936). -Dapprima basata esclusivamente sulle coreografie del singolo atleta o su combattimenti preordinati, a mani nude o con armi, la disciplina da alcuni anni s'è arricchita di un settore che si occupa del combattimento libero sportivo, il sanda. -CRONOLOGIA E DINASTIE CINESI • Neolitico (6000 a. C. – 3000/2000 a. C.) • Hsia (2200 a. C. – 1600 a. C.) • Shang-Jin (1600 a. C. – 1170 a. C) • Zhou (1170 a. C. – 771 a. C.) • Chin (221 a. C. – 206 a. C.) • Han (Impero Antico) (206 a. C. – 221 d. C.) • Jin (265 – 420) • Sui (518 – 618) • Tang (618 – 907) • Sung (960 – 1129) • Xia occidentali (1032 – 1227) • Jin (1115 – 1234) • Juan mongoli (1271 – 1368) • Ming (1368 – 1644) • Ching mancesi (1644 – 1911) |