Conoscersi bene per nutrirsi meglio

a cura della Dr.ssa R. Gagliardo,
Fisiatra, Medicina Tradizionale Cinese e Agopuntura, 
Dietetica Cinese, Nutraceutica, Omeomesoterapia

I nostri bisogni alimentari sono collegati e dipendenti dalla vita che conduciamo. Così, prima di parlare della bontà o meno dei cibi, dobbiamo porci prima qualche domanda:

  1. Come è il clima in cui vivo?
    Una persona che viva in montagna, con basso irraggiamento solare e basse temperature, avrà bisogni alimentari profondamente diversi da una persona che viva invece in una città dal clima temperato e ancora più diversi saranno i suoi bisogni rispetto ad una persona che viva in un clima tropicale. In fondo non ci farebbe strano un bello stracotto d’asino con polenta taragna in un assolato pranzo ad agosto in riva al mare? E poi, se ci pensiamo bene, a seconda del clima sono diversi non solo i cibi, ma anche le cotture: più leggere e tendenti verso il crudo nei climi più caldi, più lunghe e strutturate nei climi più freddi. Per questo motivo hanno poco senso i consigli nutrizionali a cui siamo costantemente sottoposti, tipo “è meglio mangiare questo” oppure  “la cottura ideale è quest’altra”, peraltro consigli troppo spesso in contraddizione a seconda di epoca e moda. Molto semplicemente dobbiamo considerare che tutto dipende da quali sono i nostri bisogni, in un determinato momento e in un preciso luogo della nostra vita e che è quindi opportuno tener conto delle stagioni e degli alimenti di quella specifica stagione: per esempio preferiremo broccoli e carciofi d’inverno e pomodori e cetrioli d’estate; arance e mandarini d’inverno, pesche e albicocche d’estate. In accordo con l’intelligenza di Madre Natura, che sintonizza bisogni e opportunità, scopriremo che in inverno ci servono più vitamina C e zeaxantina, d’estate più carotene e licopene. E’ d’altra parte vero che l’attuale globalizzazione ci permette di mangiare ogni giorno e per tutto l’anno gli stessi primi piatti, gli stessi secondi, la stessa verdura e frutta a discapito del ritmo delle stagioni e delle nostre reali necessità. Ma è proprio questo uno degli obiettivi del nostro percorso, ritrovare il gusto di sentire di cosa abbia bisogno il nostro corpo e il piacere di soddisfarlo.
  2. Quanta attività fisica faccio?
    Più ci muoviamo più abbiamo bisogno di energie. Il movimento, l’attività fisica costante sono il vero motore del nostro metabolismo! Ma di quale movimento stiamo parlando? In fondo quello che ci piace, ma soprattutto l’allenamento di tipo funzionale, in equilibrio tra attività aerobica e anaerobica, che coinvolge tutte le catene cinetiche, coinvolge equilibrio e propriocezione, mira al miglioramento ed al il potenziamento della prestazione sportiva.
  3. In che fase della vita sono? Sono in accrescimento, peso stabile o sovrappeso? 
    Per intenderci: bambini, adolescenti, donne in gravidanza o allattamento, persone sottopeso, atleti che svolgano attività fisica pesante sono tutte persone che hanno bisogno di crescere. Questo è un dato di estrema importanza per scegliere correttamente qualità e quantità di alimenti. 
    Per esempio è convinzione comune che le fibre alimentari e tanti prodotti integrali facciano bene, e sicuramente è vero, ma a chi? Se siamo soggetti normo peso, o ancor di più in sovrappeso, ci faranno benissimo! Ma se siamo soggetti in accrescimento, avremo bisogno di più sostanza e di meno fibra. D’altra parte, se da sempre ai piccoli si dà da mangiare zuppa di riso integrale con verze, rigorosamente in crema, passata al passaverdure, un buon motivo ci sarà!
  4. Conosco i limiti della mia pancia? 
    Bisogna darsi il tempo di ascoltare i segnali interni: quei segnali che gli studiosi chiamano consapevolezza enterocettiva. Per alimentarsi correttamente è fondamentale riconoscere, distinguere la fame e la sazietà, così come le sensazioni di vuoto e noia, di tristezza, il bisogno di consolazione. 

Uscire dalla piramide, entrare a casa
La cosiddetta “piramide alimentare”, ovvero quello schema che dovrebbe guidarci con semplicità verso abitudini alimentari sane, è – diciamocelo – poco convincente. È cambiata troppo radicalmente nel corso del tempo. E’ più di buon senso, più ragionevole pensare che l’alimento giusto per me dipenda da chi sono io, dove vivo, quali sono le mie abitudini di vita e lavoro. Ma come dicevamo prima, per sapere tutte queste cose di se stessi, serve consapevolezza! Se ho consapevolezza della mia “casa”, ovvero del mio corpo, e delle sue necessità potrò districarmi in modo agile e corretto tra le varie diete consigliate.

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