Pranayama e meditazione: energia e centratura per affrontare al meglio l’autunno
In autunno si tende a diventare più pigri e introspettivi, seguendo il ritmo della natura: meno luce solare, dunque meno energia. E’ facile scivolare in uno stato di apatia proprio in un momento dell’anno in cui viene chiesto il massimo in tanti ambiti.  A volte poi si tende ad entrare in uno stato d’ansia dovuto alla sensazione di non riuscire a gestire tutte  le richieste che ci arrivano su fronti diversi.Ecco allora che ci troviamo a confrontarci con situazioni che non siamoYoga statua 1 abituati e non siamo capaci a gestire, insonnia, problemi di digestione, rigidità muscolare, respiro corto, palpitazioni, pressione alta, depressione. Lo yoga ci viene in aiuto con alcune tecniche di respirazione (Pranayama) per aumentare la vitalità e rilassarci e con la meditazione, che ci aiuta a svuotare la mente dal suo lavorio incessante, portandoci dentro noi stessi. L’autunno può essere un’ottima stagione per riflettere su noi stessi, lasciando a riposo i nostri “semi interiori” per poi farli sbocciare a primavera.

Pranayama:

“Pranayama” in sanscrito significa controllo del respiro. “Prana” – forza vitale che circola attraverso il respiro, “Yama” – controllo. Sono tecniche di controllo del respiro e di riequilibrio dell’energia vitale.
Per capire che cosa significhi il respiro, consideriamo che tutti noi entriamo in questa vita con un’inspirazione e la lasciamo con un’espirazione, possiamo rimanere giorni senza cibo ed acqua, ma solo pochi minuti senza respirare. Dalla nascita in poi il respiro ci accompagna durante tutta l’intera esistenza. Il ritmo del respiro cambia con il mutare dei nostri pensieri ed ogni respiro è alterato dal nostro stato d’animo: se siamo coinvolti in forti emozioni, paure o angosce il respiro lo rivela; se siamo tranquilli e distesi, il respiro scorre lento e silenzioso. La respirazione cambia in ogni circostanza e a volte non solo momentaneamente: a volte sviluppiamo cattive abitudini, senza esserne consapevoli, tendiamo ad assumere posizioni scorrette che influiscono e diminuiscono la capacità dei polmoni.

Meditazione: La parola sanscrita per meditazione è Dhyana deriva dalla radice Dhyai: contemplare, pensare. Sappiamo che la nostra mente è incostante e che non riesce a stare ferma, può ricordare il passato, vivere il presente e pensare al futuro.Yoga uomo e donna 1 È molto difficile capire la natura della mente, perché non ha esistenza fisica, ciò nonostante non può essere negata, essa controlla gli organi attraverso il cervello e possiamo comprenderla solo parzialmente attraverso i pensieri, emozioni, percezioni, memoria.

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